DOVE SONO PRODOTTI E CHE GARANZIE DI ETICITA’ OFFFRE UN CAPO IN CANAPA E BAMBU’? La canapa oltra a essere conosciuta dall’uomo fin dalla preistoria puo’ essere coltivata facilmente in quasi tutto il pianeta. Questo significa che non ci sarebbe bisogno di importare la materia prima dall’estero se la coltivazione della canapa in Italia fosse pienamante consentita e incentivata. Si tratterebbe quindi sempre di filiera corta. Non bisogna dimenticare che l’Italia prima del proibizionismo (importato nel dopoguerra con il capitalismo americano) era uno dei maggiori produttori di canapa in particolare produceva una qualità eccellente, la migliore in assoluto. Spesso ci si dimentica che il cotone è sempre di importazione , non vi sono piantagioni di cotone in Italia. Per late ragione un prodotto in cotone non può essere mai definito di filiera corta. Sia la canapa che il bambù crescono velocemente e raggiungono in una stagione altezze notevoli. Questa loro particolarità è estremante importante. Infatti sia la canapa e il bambù producono in pochissimo tempo una grande quantità di materia prima. Il cotone (sia biologico o meno ) necessita di una grande quantità di spazio per produrre piccole quantità di materie prime. Avete mai visto una pianta di cotone? Essa forma solo dei piccoli batuffoli all’estremità della pianta. Della canapa e del bambù invece si utilizza tutto il fusto, questo significa che per produrre una maglietta di cotone necessitano molte piante mentre con una sola pianta di canapa si creanmo più magliette. Ma tutto questo cosa significa e che conseguenze ha sul territorio e sul lavoro? Il cotone ha necessità di molto spazio e cioè di una piantagione. In passato ( ma purtroppo ancora oggi) queste piantagioni venivano ricavate dall’abbattimento di boschi e foreste vergini, oltre a ciò le piantagioni hanno sempre avuto un padrone che era il grande proprietario terriero. Le piantagioni di cotone sono da sempre legate al problema della schiavitù. Molti sono stati gli africani che sono stati importati e fatti diventare schiavi per lavorare nelle piantagioni di cotone, che necessitavano ieri come oggi molta manovalanza a basso costo per essere concorrenti sul mercato. Ancora oggi il cotone è legato al grande proprietario terriero che ha varie modalità più o meno oneste di trattare i propri operai. Da questo problema ancora attuale nascono le cooperative equosolidali, cioè persone che si mettono insieme e coltivano la terra garantendo un equo guadagno per tutti. Per la canapa e il bambù questo problema semplicemente non esiste. Per tale ragione non vi è la necessità come per il cotone di garantire che la materia prima sia equosolidale. La caratteristica che hanno entrambe queste due piante di crescere velocemente molto alte fa si che non ci sia la necessità di un grande proprietario terriero, Infatti qualsiasi contadino che ha anche una piccola quantità di terra puo’ coltivare la canapa e il bambù con profitto, in una stagione il contadino potrà avere sufficiente materia prima da ripagare il lavoro e guadagnarci abbastanza.. Non esistono piantagioni di bambù o di canapa, proprio perché la materia prima viene fornita dai piccoli contadini che al limitare dei loro orti coltivano tali piante e che direttamente rivendono alle fabbriche di trasformazione. Poco importa quindi se il contadino è italiano, cinese, ungherese o altro , sempre di piccoli proprietari terrieri si tratta, che vendono ciò che producono. A tale proposito ci teniamo a precisare che la maggior parte dei prodotti in canapa e bambù viene prodotta in Cina (dal tessuto al capo finito), anche se la aziende sono europee. Tutte le aziende con le quali lavoriamo ci hanno fornito delle dichiarazioni o delle cerificazioni di eticità del lavoro. Si tratta comunque di piccole realtà sparse nelle campagne cinesi, che portano avanti la tradizione artigiana della lavorazione dei tessuti e della sartoria. Su richiesta è possibile ricevere per mail tutte le certificazioni forniteci dalle aziende. C’è chi afferma che una delle tante ragioni delle leggi proibizioniste sulla canapa sia proprio questa: I grandi proprietari terrieri americani insieme ai petrolieri rischiavano di perdere una grande fetta di mercato se qualsiasi piccolo contadino al mondo poteva crearsi in pochi metri il tessuto per vestirsi e la biomassa per scaldarsi o far andare i trattori. PER QUALI RAGIONI LA MAGGIOR PARTE DELLA PRODUZIONE DI CANAPA VIENE DAI PAESI DELL’EST E NON DALL’EUROPA O AMERICA? Dopo la seconda guerra mondiale il mondo si divise tra paesi filoamericani e paesi filo russi. I paesi che seguirono l’America seguirono anche la politica americana sulla droga. Per tale ragione la canapa in tutti questi paesi fu proibita e molti contadini anche in Italia che vivevano di tale risorsa dovettero cambiare attività. Solo da pochi anni in Italia è di nuovo possibile coltivare la canapa per uso industriale, ma purtroppo la filiera della canapa stenta a ripartire perché, oltre alla crisi in corso, dopo così tanti anni si tratta di ripartire da zero mentre i paesi asiatici non hanno mai smesso di produrre canapa per uso industriale. PER QUALI RAGIONI LA CANAPA E IL BAMBU’ VENGONO DEFINITA FIBRE ECOCOMPATIBILI? "Perché esaurire le foreste che sono nate attraverso i secoli e le miniere che necessitano di molti anni per formarsi, se possiamo ottenere l’equivalente di una foresta e dei prodotti minerari attraverso la coltivazione annua dei campi di canapa?” (Henry Ford) Sono molte le ragioni per le quali sia la canapa e il bambu’ vengono considerate ecocompatibili: 1) Sia la canapa che il bambu non necessitano di fertilizzanti, diserbanti e concimi chimici. Il cotone viene Considerata da molti una fibra pura, in verità il cotone subisce un'incredibile quantità di trattamenti chimici . E’ stato calcolato che di tutti gli insetticidi usati in agricoltura nel mondo, piu’ del 25% siano impiegati per il cotone per tale ragione è molto iomprtante che il cotone abbia la certificazione biologica. Ma per la canapa e il bambù tutto ciò ha moplto meno senso. Infatti sia il bambù che il cotone sono piante infestanti, esse crescono sempre e ovunque, su quasiasi tipo di terreno se sono lasiate libere di dare svoggio al loro vigore. Non sono piante deboli che si ammalano facimente e perciò non hanno biosogno di antiparassitari (come purtroppo succede per il cotone). Essendo considerate erbe infestanti certo non hanno bisogno di diserbanti! Per tale ragione un capo in canapa e un bambù non ha la necessitùà del certificato biologico 2) Sia le fibra di bambù che la canapa non impoveriscono il terreno ma lo nutrono. Per tale ragione non è necessario usare la quanità di fertilizzanti chimici che vengono usati per la maggior parte delle piante, specialmente quelle delle piantagioni. Le piantagioni , che siano di cotone ma anche di caffè o altro hanno la caratteristiche di necessitare di terreni molto fertili. Per tale ragione vengono spesso usati i terreni ricchi di sostante nutrienti delle foreste vergini. Purtroppo dopo qualche raccolto, il terreno che era ricco di sostanze nutritive si impoverisce e se non viene trattato con fertilizznti chimici non vi cresce altro che erbaccia. Di queste erbaccie alcune sono proprio la canapa e il bambù!. Queste piante fissano l’azoto e rinutrono il terreno. Ma non solo, sia la Canapa che il bambù hanno la caratteristica di pulire il terreno dalle sostanze nocive! 3) Entrambe queste piante, grazie alle loro caratteristiche sovraddete sono in in grado di ridurre l’effetto serra 4) Al giorno d’oggi si sente parlare spesso di biodiesel, di bio-massa… dimenticando da dove provengono tali sostanze. Non sempre la busta in mater-bi è poi cosi ecologica come sembra. Sicuramente è vero che non produce sostanze tosscihe ma è stata prodotta da sostanze vegetali coltivate in quali ambienti? Il mais necessita come il cotone di grandi piantagioni e quindi il problema si ricrea. Dall’abbattimento delle foresta e dei boschi per dare spazio elle coltivazioni, al fatto che le terre sono in mano ai grandi proprietari terrieri che non dividono certo le loro ricchezze con i loro operai, all’uso di fertilizzanti e pesticidi che inquinano l’aria, il terreno e l’acqua (senza considerare il mais OGM) Una soluzione ci sarebbe ma chissa perché pochi la pensano: fare la biomassa dalla canapa. Potremmo così sfruttare la grande comodità delle bioplastiche, dei biocombutibili senza i difetti sovraccitati della produzione di biomassa attuale. 5) Non ci dimentichiamo che la canapa potrebbe sostituire in modo efficiente l’uso della legna sia come combustibile sia per la produzione di carta. In pochi mesi alcune varietà di canapa raggiungono anche la bellezza di 5-6 metri, conme degli alberi quindi. Ma mentre la canapa cresce in una stagione la maggioranza degli alberi per raggiungere tali altezze ci impegna degli anni. Utlizzando la canapa al posto degli alberi avremo carta e legna per costruire e da ardere in abbondanza senza dover distruggere interi boschi e foreste. COSA E’POSSIBILE PRODURRE CON LA CANAPA E CHE CARATTERISTICHE HANNO LA FIBRA DI CANAPA E LA FIBRA DI BAMBU’? Con la canapa si possono fare oltre 25.000 prodotti: tessuti, cibo, combustibili, bio-plastiche, corde, materiale edilizio, carta… e molto altro ancora. Il tessuto di canapa è una delle fibre più forti in natura, più resistente del cotone, estremamente traspirante, respinge più del 95% dei raggi ultravioletti. E’ indicata per chi soffre di allergie e intolleranze. La sensazione di indossare un capo in canapa, con le sue armature irregolari e atipiche, è unica e indescrivibile… da provare! La fibra di bambù è soffice, confortevole, fresca e non teme le pieghe. La fibra di bambù è durevole ed elastica, completamente biodegradabile e è estremamente traspirante. Non irrita la pelle sensibile ed è anallergica. PER QUALI RAGIONI E’ POSSIBILE AFFERMARE CHE LA CANAPA PUO’ SALVARE IL MONDO? La canapa puo’ sostituire i prodotti petroliferi( la benzina il gasolio, le materie plastiche e i filati sintetici) in modo altrettanto efficace e a costo zero per l’ambiente. Anzi poiché la coltivazione della canapa è in grado di purificare i terreni, e di combattere l’effetto serra, il mondo non puo’ avere aòltro che benefici dalla coltivazione della suddetta. Per maggiori informazioni sulla canapa potete vistitare il nostro sito www.insolititessuti .com, dove in home page c’è un video molto istruttivo e interessante Con la canapa si possono fare: 1) TESSUTI altamente resistenti e durevoli 2) FUNI e SPAGHI 3) SMALTI e VERNICI (sostituiti negli anni trenta dai prodotti sintetici) 4) Può fornire ENERGIA sostituendo i combustibili come il petrolio, il carbone, e l’energia nucleare (coltivando la canapa come bio-massa e trasformandola attraverso la pirolisi). Essa potrebbe anche arrivare a sostituire la benzina senza piombo. 5) La canapa usata come ALIMENTO ha un alto valore nutritivo. L’olio contiene la maggior quantità di acidi grassi essenziali di tutta la flora, i semi contengono un altissima quantità di proteine. In passato la canapa ha salvato intere popolazioni dalle carestie. 6) Può sostituire il LEGNAME DA COSTRUZIONE, LE PARETI DI CALCESTRUZZO, IL LEGNO CONPENSATO e può essere usata come ISOLANTE . 7) La cellulosa della canapa può essere utilizzata come sotto prodotto chimico e sostituire le MATERIE SINTETICHE derivate dal petrolio (plastica) 8) Si può fare dell’ottima CARTA che dura centinaia d’anni(come i libri antichi) 9) La canapa ha un POTERE TERAPEUTICO per molte patologie. Dall’inizio di questo secolo prima in America poi in molte parti del mondo, la canapa e’ stata etichettata come droga e ne e’ stato proibito il commercio e la coltivazione. Ci si chiede come mai una pianta dalle così tante possibilità di utilizzazione sia stata proibita, senza fare alcuna differenziazione tra i vari usi, facendo insomma di tutta l’erba un fascio. Non si può credere che la ragione sia stata quella della pericolosità dei suoi principi attivi (pericolosità ancora oggi tutta da dimostrare); esistono infatti ben altre ragioni: La canapa era il nemico principale dell’industria sintetica e petrolchimica (che ha portato sull’orlo della distruzione il mondo in soli 50 anni di storia), essa poteva infatti facilmente sostituire questi prodotti in modo ecologico, migliore e meno costoso , oltre tutto poteva essere coltivata nel proprio orto! Era decisamente troppo concorrenziale per le industrie che si andavano sviluppando nella prima meta’ del novecento. Ed ecco che, con l’alleanza tra grossi industriali e politici, e’ iniziata la campagna contro la canapa, chiamata da allora marijuana, cioè droga, e la sua scomparsa dai campi dei contadini, relegandola, con la sua sola funzione di droga, all’illegalità. In questi ultimi anni si sta assistendo a una vera e propria rinascita della canapa. In Italia dal 1998 e’ possibile coltivare canapa a basso tenore di thc (previa denuncia alle autorità). Esistono anche degli incentivi europei per la coltivazione. Purtroppo la classe politica itlaiana poco ha fatto in questo senso , anzi il governo Berlusconi ha aumentato la pena per chi detiene piante di canapa senza regolare permesso, tanto che per una piantina di cannabis si puo’ stare in carcere anche dieci anni!! Ed ora la domanda che vi poniamo e’ questa:
Perché non comprare prodotti di canapa? CURIOSITA' La canapa è la più vecchia pianta fibrosa coltivata nel mondo. La prima Bibbia di Gutenberg fu stampata di carta di canapa. Le vele e le funi di Cristoforo Colombo erano di canapa. Le prime stesure della Dichiarazione di Indipendenza furono stampate su carta di canapa. Benjamin Franklin possedeva un mulino costruito con carta di canapa. La prima bandiera americana fu realizzata in canapa. Rembrandt e Van Gogh dipingevano su tela di canapa. I jeans Levi’s originali sono stati appositamente realizzati per i cercatori d’oro della Sierra Nevada con tela per vele di canapa ruvida. Una linea attuale include il 40% di canapa. Nel 1941 Henry Ford costruì una automobile con la carrozzeria fabbricata in plastica derivata dalla canapa, la cui resistenza è in effetti molto simile a quella della fibra di vetro. Oggi, case automobilistiche importanti come BMW e Mercedes, la utilizzano per i rivestimenti interni delle porte delle autovetture che producono, sia per le sue caratteristiche di sicurezza nei processi di fabbricazione, che per un programma di compatibilità ambientale. Il saio di San francesco era di ....canapa!
Il 15 aprile 2010 è morto JACK HERER il piu' grande attivista della canapa al mondo. E' grazie ai suoi libri che oggi possiamo dire che "la canapa puo' salvare il mondo". Lo ricorderemo sempre nei nostri cuori |